Approfittando di una bella giornata di Novembre assolata e dell’evento “Tipicità e archeologia”, siamo partiti alla volta di Monterinaldo, un paesino dell’entroterra fermano di poco più di 400 abitanti. Monterinaldo, secondo la leggenda, deve il suo nome proprio a Rinaldo, uno dei tre figli di Malugero Melo, giunto intorno all’anno mille su questi territori dalle Puglie. Dopo aver percorso una serie di curve tipiche di questo territorio, che si snodano tra bellissimi panorami, ulivi, frutteti e vigneti multicolore, subito dopo il piccolo paese si trova l’area archeologica “La Cuma”. Qui sorgeva un bellissimo santuario, eretto probabilmente intorno al II secolo a.C. nei pressi del fiume Aso, qualcuno dice forse in onore di Ercole e Giove. Molte delle notizie che vi darò non sono ancora verificabili, si tratta di ipotesi ottenute grazie ad una serie di ritrovamenti di reperti (tra cui statuine votive, fregi, decorazioni ecc.) di cui era ricco il sito archeologico. Il ritrovamento di un pozzo e di molte statuine votive ha fatto immaginare anche una destinazione legata al rito della “sanatio” romana, la cura attraverso le acque (vicino al sito si trova il fiume Aso). In bilico verso la storia… Tra le pietre del tempio Il tempio I grandi blocchi di pietra arenaria Il panorama dal santuario Qui, una passeggiata in compagnia della storia può essere molto piacevole, circondati come si è dalla natura, dagli animali e da pochissimi edifici abitati. Potete far avvicinare i bambini alle colonne, agli enormi blocchi che compongono il muro, giocare con la loro curiosità su cosa fosse quel posto, quanto sia antico e quante persone siano passate di là. Potete pensare all’eroe Ercole, a cui forse è dedicato questo luogo, che dovette superare le famose dodici fatiche e farli giocare tra le pietre inventando di volta in volta una “fatica” diversa! 1- Trovate almeno 5 gusci di lumaca 2- Raccogliete almeno tre sassolini 3- Contate almeno 20 fili d’erba … e così via! La pietra con cui è costruito il santuario è arenaria, un materiale molto fragile, ragion per cui tutto il sito è coperto da impalcature che comunque non disturbano nella visita. A poche centinaia di metri in auto troverete poi il grazioso paesino di Monterinaldo, che vale una passeggiata, anche se in salita! Qui, in una piccola chiesina detta del Crocifisso, troverete allestito il Museo civico archeologico, che espone molti dei pezzi ritrovati nel santuario. Monterinaldo Info utili: si può parcheggiare a poca distanza dal sito archeologico “La cuma”, per poi salire a piedi una serie di gradoni. Se riuscite a portare su a mano il passeggino l’area archeologica è praticamente tutta pianeggiante, non è facile invece salire in carrozzina. Durante il periodo invernale gli orari sono più limitati ma il sito è aperto anche su richiesta.

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Approfittando di una bella giornata di Novembre assolata e dell’evento “Tipicità e archeologia”, siamo partiti alla volta di Monterinaldo, un paesino dell’entroterra fermano di poco più di 400 abitanti. Monterinaldo, secondo la leggenda, deve il suo nome proprio a Rinaldo, uno dei tre figli di Malugero Melo, giunto intorno all’anno mille su questi territori dalle Puglie. Dopo aver percorso una serie di curve tipiche di questo territorio, che si snodano tra bellissimi panorami, ulivi, frutteti e vigneti multicolore, subito dopo il piccolo paese si trova l’area archeologica “La Cuma”. Qui sorgeva un bellissimo santuario, eretto probabilmente intorno al II secolo a.C. nei pressi del fiume Aso, qualcuno dice forse in onore di Ercole e Giove. Molte delle notizie che vi darò non sono ancora verificabili, si tratta di ipotesi ottenute grazie ad una serie di ritrovamenti di reperti (tra cui statuine votive, fregi, decorazioni ecc.) di cui era…

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