Tra ironia e grande qualità di esecuzione, è andato in scena il concerto del Quint’etto dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia domenica sera presso l’area archeologica La Cuma a Monte Rinaldo. Dopo un aperitivo allestito nell’area verde, composto da prodotti enogastronomici selezionati, tutti provenienti dalla Valle dell’Aso tra frutta, salumi e vini, i cinque musicisti che compongono il Quint’Etto hanno deliziato i presenti con parte del loro repertorio: basato sulla musica classica, sono capaci di fondere le note di noti compositori con rock, swing, blues, tango, più in generale musica leggera. Due violini, una viola, violoncello e contrabbasso suonati da professori dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia hanno diffuso le loro note davanti ai resti di quello che è un santuario ellenistico riaperto dopo un difficile lavoro di ripulitura e conservazione svolto nei mesi scorsi. Ora la Cuma è pronta anche ad accogliere gli studenti universitari che soggiorneranno nelle prossime settimane nel borgo valdasino e saranno coinvolti nel progetto, voluto dal Comune, volto a riportare l’attenzione sugli scavi nell’area archeologica.
Il sindaco di monte Rinaldo Gianmario Borroni, nel dare il benvenuto al concerto, ha ricordato anche un importanteappuntamento che si svolgerà a Roma. Giovedì 15 giugno alle 18.15 presso la sala conferenze dell’Istituto Archeologico Germanico, il Dottor Filippo Demma di Ancona porterà a conoscenza del pubblico alcuni dettagli derivanti da uno studio sull’area del santuario ellenistico all’interno di una conferenza intitolata “Un santuario laziale nel Piceno: Monte Rinaldo nel sessantesimo anniversario della scoperta”.

Articolo di Alessandro Giacopetti

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