La storia dell’antica città di Falerio Piceno, sorta intorno al 31 avanti Cristo. Il palcoscenico in legno innalzato di circa 1 metro e 30 dall’orchestra. L’Ima Cavea, luogo riservato a magistrati e funzionari. La Cavea, destinata invece a 1.600 spettatori. Ma soprattutto lo sguardo, oltre duemila anni dopo, dentro uno dei gioielli del territorio fermano e del centro Italia. La versione in realtà virtuale del Teatro Romano di Falerone è da oggi disponibile all’interno di SmartMarca, la app voluta e realizzata da Marca Fermana per promuovere con ancora più incisività il territorio da un punto di vista turistico.
“Personalmente la ricostruzione del Teatro Romano non l’avevo ancora vista – spiega il presidente Stefano Pompozzi – e mi fa ha fatto veramente piacere vivere questa esperienza, se pur virtuale, che comunque a differenza della realtà aumentata mi ha dato una sensazione più diretta”.
Prossimo step La Cuma di Monte Rinaldo. “Puntiamo a portarla nella nostra app, ma la Politecnica in questa fase di sta interfacciando con l’Università di Bologna invece di fare un lavoro doppio, considerando che con gli scavi la stessa ha già realizzato i modelli 3D. E’ bene, quindi, confrontarsi ed eventualmente rielaborare questi stessi modelli”.
L’obiettivo, per Pompozzi, è riempire sempre più l’applicazione di contenuti, sia quelli di carattere archeologico che pittorico. “Abbiamo già fatto un quadro di Licini che si trova nella sua casa a Monte Vidon Corrado, passeremo a breve al Crivelli di Sant’Elpidio a Mare. Con questa struttura possiamo sempre aumentare i contenuti”.
Il sogno finale? “Avere tutto il grosso del nostro patrimonio archeologico e culturale tra realtà virtuale e aumentata” sottolinea.
Interessante, infine, il dato della fruizione della app da parte degli utenti. “La media di permanenza è di oltre 2 minuti e mezzo, quindi molto positiva. E tutto questo è stato fatto senza alcuna promozione e pubblicità. La vera campagna informativa partirà nei prossimi mesi, come previsto da un bando Gal, e organizzeremo una ventina di incontri sul territorio in diversi Comuni per farla conoscere”.

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